Vivere Country

Ecco il secondo articolo scritto per il mensile Vivere Country, uscito nel numero di Novembre 2014:

10868147_10152567933412896_4061143653841237535_n

IL FICO

Dott.ssa Elena Radici

Erborista – iscritta al Registro Nazionale Erboristi Professionisti – CONELS – F.E.I.

FICO – Ficus carica L.

Il Fico (Ficus carica L.) è un albero originario dell’Asia minore (“carica” deriverebbe, appunto, dal nome della sua presunta regione d’origine: Caria). Tuttavia si è adattato anche a climi meno dolci, come quelli dell’Europa settentrionale, e si è diffuso, dapprima, in tutto il bacino del Mar Mediterraneo, poi in America, Africa, Cina e Giappone, fino a raggiungere anche l’Australia. Testimonianze della sua coltivazione si hanno già nelle prime civiltà agricole di Palestina ed Egitto. Appartiene alla famiglia delle Moraceae.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

È un albero dal tronco corto e ramoso che può raggiungere altezze di 6– 10m; la corteccia è finemente rugosa e di colore grigio-cenerino; i rami sono ricchi di midollo con gemme terminali acuminate coperte da due squame verdi, o brunastre. Le foglie sono grandi, scabre, oblunghe, grossolanamente lobate a 3-5 lobi, di colore verde scuro sulla parte superiore, più chiare ed ugualmente scabre sulla parte inferiore. Quello che comunemente viene ritenuto il frutto del fico è in realtà una grossa infruttescenza carnosa, detta siconio di forma piriforme, di colore variabile dal verde al rossiccio fino al bluastro-violaceo, all’interno della quale sono racchiusi i fiori unisessuali, piccolissimi; i veri frutti, che si sviluppano all’interno dell’infiorescenza, (che diventa perciò una infruttescenza) sono numerosissimi piccoli acheni. La polpa che circonda i piccoli acheni è succulenta e dolce, e costituisce la parte commestibile. La specie ha due forme botaniche che semplicisticamente possono essere definite come piante maschio e piante femmina, dato che la prima, caprifico,costituisce l’individuo che produce il polline con frutti non commestibili, mentre la seconda,fico vero (pianta femmina che produce frutti commestibili) produce i semi contenuti nei frutti.

Il fico fiorisce da febbraio a ottobre.

PROPRIETÀ

La droga, cioè la parte di pianta ricca di principi attivi è costituita non solo dalle foglie ma anche dalle gemme dei giovani rami e da quelli che comunemente chiamiamo frutti.

I frutti sono molto nutrienti ed energetici per l’alto contenuto zuccherino, essi svolgono un’azione lassativa delicata e non irritante, per il contenuto di fibre e mucillagini, adatta anche per bambini, anziani, gestanti e in presenza di emorroidi.

Le gemme fresche del Ficus carica, con cui si ricava un macerato glicerico o gemmoderivato, contengono gli enzimi proteasi, lipasi e diastasi (simili a quelli pancreatici), vitamine A e C e cumarine. Il macerato glicerico di Ficus carica pertanto aiuta a regolarizzare la secrezione gastroduodenale e la motilità intestinale, e a ridurre l’eccessiva secrezione acida e gli spasmi della muscolatura liscia del colon, esercitando un’azione antinfiammatoria. Sarà il rimedio di elezione per i soggetti ansiosi, che somatizzano l’ansia e lo stress a livello viscerale, nei casi di gastrite e ulcera, nella sindrome del colon irritabile, o colite spastica. Il gemmoderivato di Ficus carica assunto, su consiglio dell’erborista, in ragione di 40 – 60 gocce prima dei pasti è un regolatore dell’asse cortico – ipotalamico che apporta notevoli effetti benefici in manifestazioni psicosomatiche con spasmofilia, soprattutto a livello dell’apparato gastroenterico per il quale manifesta uno spiccato tropismo, regolando di fatto la secrezione e la motilità gastroduodenale è quindi tradizionalmente usato nelle disfagie, gastriti, piressie gastriche, ulcere duodenali, fino alle distonie neurovegetative e nevrosi a sfondo fobico ossessivo, da solo o in associazione con altri macerati glicerici.

A livello cutaneo un decotto dei frutti fatti bollire a lungo in acqua o latte risolve ascessi e foruncoli.

CONTROINDICAZIONI E INTERAZIONI

L’alto contenuto zuccherino dei frutti dovrà essere tenuto in considerazione dalle persone diabetiche o in sovrappeso. Sono molto nutrienti, per 100 g il loro valore energetico è di 62 Kcal (262kJ).

CURIOSITÀ

Dalle foglie (ma praticamente da tutte le parti della pianta), per incisione, si ottiene un latice biancastro che anticamente era adoperato per cagliare il latte nella produzione di formaggi, e a scopo curativo per eliminare calli, duroni, verruche e macchie della pelle. In effetti questo latice ha proprietà proteolitiche in virtù del suo contenuto di enzimi che riescono a dissolvere la cheratina. Questo utilizzo è però assolutamente sconsigliato, perché può provocare forti irritazioni e ustioni, anche gravi, specie se dopo l’applicazione del latice la pelle viene esposta al sole (per la presenza di sostanze fototossiche).

N.B. – Il consiglio dell’Erborista è indispensabile per un corretto e sicuro utilizzo delle piante officinali.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...