L’Altrpagina: Le tisane terapeutiche

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Benessere secondo natura/Le tisane terapeutiche

di Elena Radici

Le Tisane sono preparazioni officinali (che permettono cioè di estrarre dalle piante i principi funzionali) facilmente realizzabili in casa e utili per combattere diverse affezioni e disturbi.

Per la preparazione di un infuso si porta a ebollizione una tazza d’acqua e vi si lascia in ammollo la droga vegetale, ossia la parte della pianta che contiene il principio attivo, per esempio i fiori e le foglie di malva, le foglie di melissa, i capolini di camomilla…

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L’infusione, a recipiente coperto, dura per un tempo variabile che dipende dalla consistenza della droga: più breve per fiori, foglie tenere e sommità, un po’ più lungo per parti più dure e coriacee. Si procede poi filtrando il preparato e pressando il residuo per ottenere l’estrazione massima. Gli infusi vanno consumati subito dopo la preparazione per conservare quei principi attivi meno resistenti ed evitare che si deteriorino.

Se la droga è composta da tessuti molto spessi e duri, come radici, tuberi, semi… è possibile preparare un decotto. La decozione si effettua mettendo in acqua fredda la droga e portandola a ebollizione, a recipiente coperto. Il tempo varierà in base alla consistenza dei tessuti utilizzati. Dopodiché si procede con un’infusione. La decozione non è indicata per quelle droghe che contengono principi attivi poco resistenti al calore e oli essenziali.

Quando l’infuso o il decotto sono ottenuti miscelando più piante officinali si parla di tisana.

Essa dovrebbe contenere non più di quattro o cinque piante (il più possibile simili in consistenza e dimensioni), se ne contiene troppe si rischia di non aver quantità sufficienti di ciascuna droga e quindi di non avere alcun effetto terapeutico. In una tisana le piante sono messe insieme perché la loro unione determini un potenziamento delle loro proprietà, amplii lo spettro di azione e contrasti gli effetti collaterali.

La tisana dovrà quindi essere composta da un rimedio di base (Remedium cardinale), per contrastare il disturbo da trattare; un adiuvante (Adiuvans), che accresce l’azione del rimedio di base; un correttore (Corrigens) e un complementare (Constituens) con la funzione di trattare disturbi minori correlati al problema principale, contrastare eventuali effetti collaterali e migliorare in aspetto e sapore la tisana.

Una stessa droga può fare contemporaneamente più di una funzione e più piante possono esercitarne una unica.

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Formulare una miscela per tisana quindi non è una cosa semplice, dovrà essere preparata da mani sapienti così da favorirne i sinergismi ed evitare che le varie droghe si annullino a vicenda.

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