Corretto utilizzo degli Oli Essenziali, seconda parte

Gli Oli essenziali posso avere svariati utilizzi, ogni olio si adatterà meglio ad uno o più di essi, anche in base all’effetto che si vuole ottenere. Abbiamo visto nella prima parte che si tratta di sostanze volatili e dunque molto adatti ad essere inalati, semplicemente diffondendoli nell’ambiente o respirandoli in modo più diretto per esempio tramite suffumigi.

Diffusione ambientale

Gli OE e le miscele di essenze possono essere utilizzati per profumare e purificare gli ambienti domestici e di lavoro. Disinfettano l’aria inquinata e ne correggono le caratteristiche chimico-fisiche (inquinanti, micropolveri, equilibrio fra ioni positivi e negativi…).
Diffusi nell’ambiente, esplicano contemporaneamente la propria attività psico-neurale sulle persone che vi soggiornano.

Modalità d’utilizzo

  • per piccoli ambienti: per l’interno auto, la cabina armadio… si può diffondere l’aroma di un OE o di una loro miscela lasciandoli trasudare da un flaconcino di coccio, un gessetto o ponendone poche gocce su un fazzoletto di carta o stoffa, o un batuffolo di cotone appoggiati su una base (evitare il contatto con materiale di legno, plastica e metallo);
  • spruzzati nell’ambiente: è possibile diluire gli OE o le loro miscele in alcol etilico (al 2-5% = 40-100 gtt in 100 ml di alcol etilico) e spruzzarli nebulizzati in una stanza. Fare attenzione che le microgocce non ricadano su superfici di legno o plastica: il contatto diretto può danneggiarle o modificarne il colore;
  • evaporatori per caloriferi, lampade ad acqua (diffusori con lumino e ciotola d’acqua): aggiungere alcune gocce di OE o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo l’ampiezza dell’ambiente) all’acqua;
  • umidificatori a ultrasuoni: seguire le istruzioni specifiche dell’apparecchio utilizzato, ponendo nell’apposita ampolla l’acqua e aggiungendovi alcune gocce di OE o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo l’ampiezza dell’ambiente) prima dell’accensione.

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Per l’utilizzo di “bruciaprofumi” a candela, umidificatori e strumenti analoghi, è sempre necessario mettere l’acqua nel contenitore in cui sono posti gli OE.

Se soli, gli OE portati a più di 100°C evaporano lentamente e tendono a formare una pellicola superficiale che ostacola ulteriormente l’evaporazione. A temperature superiori ai 120-150°C bollono, vaporizzando abbastanza rapidamente, ma in queste condizioni intervengono modificazioni chimiche (ossidazioni, resinificazioni…) che portano alla formazione di composti dall’odore sgradevole o decisamente irritanti.
Progressivamente al crescere della temperatura e al livello delle loro trasformazioni chimiche, aumenta il loro potere solvente nei confronti dei materiali con cui sono a contatto.

Diversamente, posti in ambiente acquoso, gli OE, che di per sé non sono solubili in acqua, per le caratteristiche chimico-fisiche intrinseche dei loro componenti passano velocemente allo stato di vapore (“distillano”) alla stessa temperatura di ebollizione ed evaporazione dell’acqua (100°C).
Se gli OE sono posti nell’acqua:

  • si formano microgocce di OE disperse nell’acqua, anziché ammassi che possono intaccare le superfici;
  • sono sufficienti piccole quantità di OE (10-15 gtt) per saturare un ambiente;
  • non vengono modificate le caratteristiche dell’OE (odore, attività balsamica, proprietà chimico-fisiche, potere irritante…)

Questi metodi di diffusione consentono di disperdere l’essenza nell’ambiente sotto forma di gas, permettendo alle mucose nasali di venire a contatto con essa. Lo stimolo così indotto esalta le proprietà neuro-psichiche dell’OE utilizzato, evidenziando la sua nota aromacologica: la percezione olfattiva influisce sullo stato d’animo, sul tono, sulle emozioni e sulle prestazioni mentali del soggetto.

A tale scopo è possibile utilizzare le singole essenze o opportune miscele di queste.

Uno dei metodi diretti per inalare gli oli essenziali sono i suffumigi.

I suffumigi rappresentano una pratica intermedia tra la diffusione ambientale  e l’aerosol. Rispetto alla prima, le molecole aromatiche sono veicolate alle vie respiratorie dal vapore acqueo e in quantità maggiore; in confronto all’aerosol, qui sono interessate solo le prime strutture aeree (cavità nasali, seni paranasali, faringe e laringe): lo scopo è di lenirle e disinfettarle.

Preparazione di un suffumigio

aggiungere alcune gocce di OE o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo le caratteristiche dell’OE) in un recipiente di acqua molto calda e inspirare da naso e bocca i vapori con l’ausilio di un asciugamano appoggiato sul capo.

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Altra via di assunzione degli oli essenziali è l’Aerosol.

L’aerosolterapia attuata con gli appositi strumenti dirige verso le vie respiratorie notevoli quantità di OE in nebulizzato, cioè in una dispersione di goccioline di ridottissimo diametro (dell’ordine di micron). In tali condizioni l’OE arriva in profondità, direttamente a contatto con gli epiteli alveolari, dove manifesta le proprie attività salutistiche e passa rapidamente in circolo, ciò suggerisce opportune precauzioni:

  • emulsionare l’OE in acqua tramite un disperdente (emulsione in forma di liquido lattiginoso) o aggiungerlo alla soluzione fisiologica (da preferire): 1-3 gtt. di OE, secondo le caratteristiche dell’essenza scelta, in 2 ml di soluzione fisiologica;
  • lasciare l’apparecchio in funzione un paio di minuti prima di inspirare. Questo accorgimento iniziale permette che, per la turbolenza e gli urti contro le pareti, le gocce di grosse dimensioni vengono spezzate in goccioline sempre più piccole, giungendo alla fine a possedere dimensioni tali da permetterne la dispersione.
  • diluire opportunamente l’OE in relazione al suo potere irritante;
  • evitare la scelta di OE irritanti o, qualora questi siano prescelti sulla base di considerazioni oculate, utilizzarli fortemente diluiti e somministrarli a più riprese, piuttosto che in un’unica seduta.
  • NON UTILIZZARE OE IN AEROSOL IN SOGGETTI CON STORIA CLINICA ALLERGICA o manifestazioni asmatiche, anche solo in presenza di dubbi. Qualunque sia la modalità di assunzione degli OE (cutanea, respiratoria o digestiva), la loro interazione con l’organismo interessa l’intera economia dell’individuo, non solo le vie attraverso cui è avvenuto il contatto e, nel caso specifico di aerosol, il passaggio in circolo è diretto e rapido.

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Nel prossimo articolo vedremo altri metodi di utilizzo degli Oli Essenziali.

Continua…

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