Corretto utilizzo degli Oli Essenziali, quarta ed ultima parte

In quest’ultima parte vedremo come gli Oli Essenziali siano utilizzabili anche per la preparazione di profumi personalizzati e come sia possibile utilizzarne ceri anche a scopo alimentare.

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Quando si compone un profumo personale è bene lasciarsi guidare dall’intuito e dal naso per ottenere un preparato efficace per lo stato emozionale del momento. È bene incominciare con una nota di base, versando alcune gocce di una o più essenze nell’olio vettore, si continua poi con le note di cuore per finire con quelle di testa. La fragranza ottenuta può venire corretta a piacere, con l’aggiunta di altre essenze per rendere il risultato più gradevole possibile. Il profumo ottenuto può essere utilizzato per personalizzare oli, creme per il corpo e per il viso, detergenti per il bagno od oggetti personali. Si tratta di sperimentare con calma lasciandosi guidare dal gusto, dall’intuito e dalla fantasia.

Ecco alcuni esempi di abbinamenti da aggiungere all’olio vettore:

Profumo Maschile
3 gocce di OE Vetiver + 4 gocce di OE Petit-Grain + 4 gocce di OE Legno di Cedro

Profumo Fresco
5 gocce di OE Neroli + 4 gocce di OE Petit-Grain + 3 gocce di OE Rosmarino + 1 goccia di OE Menta

Profumo Floreale
5 gocce di OE Geranio + 4 gocce di OE Lavanda + 3 gocce di OE Bergamotto + 1 goccia di OE Patchouly

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La Scuola francese di Aromaterapia ricorre frequentemente alla somministrazione orale di OE, metodo che valorizza l’attività svolta dalle essenze sui sistemi di controllo (regolazione del bioterreno e correzione neuroendocrina e immunitaria).
Orientandosi a obiettivi terapeutici complessi, questa pratica dovrebbe essere condotta su prescrizione medica o di personale con formazione e training adeguati a valutare le condizioni generali del soggetto e l’opportunità di proporre ad esso questa via di assunzione.
Tale competenza è richiesta dal fatto che l’ingestione orale, più di ogni altra forma d’assunzione, coinvolge diversi distretti: oltre all’apparato digerente e alle flore simbionti intestinali, chiama in causa gli organi emuntoriali, interessati dallo smaltimento delle molecole che derivano dalla trasformazione degli OE ingeriti, come il circuito epato-biliare (il fegato con le sue importanti modificazioni metaboliche e la cistifellea) e il rene.

Per l’assunzione orale di essenze esistono precise norme alle quali attenersi, in primo luogo quella di non somministrare mai OE puri, sia per evitare possibili irritazioni delle mucose esofagee e gastriche, sia per eludere una disomogenea distribuzione dell’assorbimento (le essenze, infatti, non essendo idrosolubili, nell’intestino tendono ad aggregarsi in grosse gocce). Per ovviare a questi inconvenienti si ricorre a opportuni solventi, come

  • Diluizione in olio: gli oli vegetali si distinguono come i solventi con maggiore affinità chimico-fisica per le essenze. È possibile utilizzare olio extravergine d’oliva, di sesamo ed altri come girasole, nocciole…, presenti nel listino
    Si diluiscono 1-3 gtt. di OE in un cucchiaio d’olio, da frazionare in più assunzioni.
  • Diluizione in alcol etilico o TM: l’alcool etilico a 60-70-80 gradi è un buon diluente per gli OE. Interessante è anche la diluizione di un’essenza in Tinture Madri ad attività sinergica. Si diluisce l’OE nella TM in ragione dell’1-5% (da 20 a 100 gtt. in 50 ml di TM), da somministrare a dosi di 20-30 gtt. per 2-3 assunzioni/die).
  • Miscelazione con miele: è una preparazione estemporanea, apprezzabile sotto il profilo organolettico, in cui le proprietà di questo alimento, in particolare se si ricorre ai mieli monoflora, possono sommarsi a quelle aromatiche. Si miscelano 1-3 gtt. di OE in un cucchiaio di miele, da frazionare in più assunzioni.
    Da evitare, invece, l’assunzione di OE su una zolletta di zucchero, come suggerito da alcune fonti di divulgazione.
  • Miscelazione con argilla: a livello intestinale l’argilla rilascia in tempi diversi le varie componenti dell’essenza, con una conseguente variazione della biodisponibilità. Avendo l’accortezza d utilizzare contenitori e strumenti di legno o ceramica, evitando metallo e plastica, si miscelano 1-3 gtt. di OE in un cucchiaio di argilla, con poca acqua aggiunta in seguito, fino ad ottenere una pasta di consistenza adatta alla preparazione estemporanea di “pillole” da ingerire. È un’assunzione interessante per il trattamento delle disbiosi intestinali e genitourinarie.

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Alcuni OE, per l’aroma ricco ed evocativo, possono essere impiegati in cucina in piccola quantità, meglio se diluiti, per aggiungere sapore alle preparazioni (salse, oli o aceti aromatici, passati e zuppe, marinature di carne e pesce, dessert, sorbetti e gelati, pane e torte, miele, vini e liquori…).
Come per l’assunzione orale a scopo salutistico, anche l’utilizzo di essenze come aromatizzanti per alimenti esige rigore nella selezione dell’OE e nell’indicazione del suo dosaggio.
E’ quindi il caso di rivolgersi anche in questo caso ad un professionista che saprà guidarvi nella scelta e nell’utilizzo migliore degli Oli Essenziali.

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