Oligoelementi e Oligoterapia, sesta ed ultima parte

14- VIE DI SOMMINISTRAZIONE

Le vie di somministrazione degli oligoelementi sono:

  • la via orale;
  • la via parenterale (es. per mezzo di iniezioni intramuscolari e sottocutanee di soluzioni sterili);
  • la via locale (es. per mezzo di instillazioni locali di soluzioni sterili di Mn-Cu).

La più comune è sicuramente quella orale, o meglio la VIA PERLINGUALE.

La ricca vascolarizzazione della lingua e della bocca in generale, favorisce l’entrata in circolo degli oligoelementi che, evitando il tragitto gastroenterico, arrivano con rapidità e senza troppe dispersioni a compiere il loro ruolo catalitico.

È necessario perciò trattenere la soluzione almeno 1 minuto sotto la lingua (per i bambini molto piccoli si può impregnare una zolletta di zucchero che verrà succhiata e quindi trattenuta in bocca dal bambino).

Ciò che viene utilizzato è il metallo, che perciò deve essere in forma altamente ionizzata (molecola in origine elettricamente neutra divisa in due parti dotate di una o più cariche elettriche positive e negative).

Per questo nelle preparazioni oligoterapiche si usano, oltre ai gluconati, anche altri sali (sali di acidi forti) che consentono una grande dissociazione elettrolitica fornendo così una grande quantità di ioni metallici biodisponibili.

15- MODO D’IMPIEGO

Gli oligoelementi, come cofattori metallici, fanno parte integrante del pool enzimatico che regola il corretto svolgimento delle reazioni biochimiche del nostro metabolismo.

Saranno perciò necessarie alcune condizioni:

– gli elementi metallici dovranno essere allo stato ionico, in forma altamente reattiva, cioè biodisponibile

– le soluzioni dovranno essere fortemente diluite per consentire una forte ionizzazione

Ciò significa, in pratica, dosaggi estremamente bassi, nell’ordine di milionesimi di grammo.

Non siamo nell’ordine delle diluizioni omeopatiche, ma comunque siamo molto lontani dalle dosi ponderali tipiche dei farmaci allopatici.

Queste dosi, se da un lato assicurano la ionizzazione spinta e quindi la biodisponibilità, dall’altro sono una garanzia contro gli iperdosaggi, particolarmente pericolosi nel caso dei metalli pesanti.

Oltre a queste dosi bassissime, ma più che sufficienti per reintegrare le carenze di oligoelementi e per svolgere l’attività catalitica, si hanno schemi di trattamento estremamente rarefatti.

La letteratura internazionale, suggerisce, ad esempio, per gli oligoelementi diatesici (Mn, Mn-Cu, Mn-Co, Cu-Ag-Au) 2-3 somministrazioni alla settimana.

Uguale schema si consiglia per le associazioni catalitiche della sindrome di disadattamento (Zn-Ni-Co e Zn-Cu) e così pure per quasi tutti gli altri oligoelementi complementari.

Le sperimentazioni cliniche hanno in parte corretto questa posologia aumentando il numero delle somministrazioni, specie all’inizio del trattamento.

Questo aumento posologico si registra solo nelle fasi acute di alcune malattie, come ad esempio nelle acuzie della patologia respiratoria influenzale (il Rame più volte al dì) o nelle forti crisi depressive (il Litio più volte al dì).

I tempi saranno relativamente lunghi perchè il trattamento deve modificare una diatesi, un terreno malato, riportando ordine dove c’è disordine biochimico e quindi funzionale.

16- CONTROINDICAZIONI E CAUTELE

Gli interventi di tipo catalitico possono essere realizzati su qualunque soggetto salvo le ovvie eccezioni comuni a tutte le sostanze terapeutiche.

Per esempio chi soffre di insufficienza renale ha un problema di accumulo delle sostanze assunte dovuto alla ridotta eliminazione da parte del rene malato, queste persone devono stare attente a qualsiasi sostanza assunta a fini terapeutici e quindi anche agli oligoelementi, molti dei quali sono metalli pesanti.

Al di là di questi casi eccezionali non esistono vere e proprie controindicazioni, ma si parla di qualche cautela da osservare in determinate circostanze perchè la somministrazione di oligoelementi provoca delle modificazioni diatesiche correggendo il terreno organico del soggetto. Per cui:

– Nei casi di tubercolosi evolutiva o recentemente stabilizzata non bisogna assumere Manganese o Manganese-Cobalto poiché la loro azione catalitica può eliminare le difese “artritiche” necessarie, anche se spiacevoli;

– Qualora si sia nel dubbio se assumere Manganese-Rame o Manganese, è opportuno iniziare sempre con il Manganese-Rame oppure alternare l’uno all’altro;

– Nel caso di ipertensione elevata, e mal tollerata, è opportuno non iniziare con il solo Manganese-Cobalto, anche se la diatesi lo richiederebbe. Bisogna invece cominciare la terapia con il Manganese e lo Iodio e, in seguito, alternare questi due oligoelementi catalitici con il Manganese-Cobalto;

– Nelle diatesi Anergiche si inizierà sempre con Rame-Oro-Argento e in seguito lo si alternerà al Manganese-Rame.

Non si tratta di vere e proprie controindicazioni, ma della necessità di un corretto trattamento basato su una corretta diagnosi, non bisogna compiere l’errore diagnostico di abbassare le difese quando sono indispensabili per contrastare uno stato patologico (ad esempio infettivo), o al contrario stimolarle quando siamo di fronte ad uno stato iperergico.

17- COMPATIBILITÀ’ CON ALTRE TERAPIE

Non esistono incompatibilità assolute con altre terapie. Si possono associare gli oligoelementi diatesici e complementari con i trattamenti fitoterapici, omeopatici…, ma sarà possibile associarli anche ad alcuni trattamenti allopatici.

E’ sempre buona norma chiedere consiglio al proprio medico e tenerlo sempre aggiornato sulle terapie che si stanno seguendo.

18- OLIGOTERAPIA E FITOTERAPIA

La fitoterapia è in grado di trattare numerose malattie funzionali, dominandone la sintomatologia in maniera “dolce” e, se si rispettano il giusto dosaggio, la corretta posologia e le eventuali controindicazioni, senza particolari effetti collaterali.

Salvo alcuni casi, però, i fitoderivati non sono in grado di realizzare una terapia di terreno, quindi di trattare la malattia da un punto di vista causale. Essi si limitano ad agire a livello di organo e/o sintomo, senza influire sulle cause diatesiche della malattia.

Facciamo un esempio:

Se un soggetto ansioso assume un ansiolitico (per esempio il Tiglio) egli agirà sul sintomo eliminando l’ansia, ma non tratterà il terreno, in questo caso distonico. Così facendo non risolverà il problema perchè, quando sarà finita l’azione dell’ansiolitico, egli verrà prima o poi nuovamente aggredito dall’ansia, in quanto il suo terreno diatesico non sarà in grado di difenderlo dalla malattia.

La soluzione migliore a questo problema sarà:

1) intervenire sulla diatesi Distonica con l’Oligoterapia, assumendo l’associazione Manganese-Cobalto (specifica per la diatesi Distonica, vedi) che tenderà a riequilibrare il terreno del soggetto, mettendolo in condizione di resistere meglio agli attacchi d’ansia, che si presenteranno, quindi, con minor frequenza e intensità.

2) occuparsi della sintomatologia ansiosa associando al rimedio oligoterapico, il fitoderivato più efficace e sicuro.

In questo modo agiremo sia sul terreno sia sul sintomo.

Questo tipo di trattamento è rivolto non solo a diminuire la sintomatologia penosa di numerose malattie funzionali, ma soprattutto a mettere il malato in condizioni di contrastare con le proprie risorse di terreno l’instaurarsi delle malattie stesse.

Annunci

Oligoelementi e Oligoterapia, quinta parte

12- IL PROCESSO DI INVECCHIAMENTO

E’ praticamente impossibile trovare, nella pratica, una diatesi pura, ci si trova sempre di fronte a diatesi intrecciate.

Si nasce generalmente con diatesi “giovani” intrecciate, dove tuttavia una è predominante, cioè avremo una predominanza della diatesi 1-Allergica (Manganese) o della diatesi 2-Ipostenica (Manganese-Rame).

Durante il corso della vita questi terreni compiono un percorso involutivo verso la diatesi 3-Distonica (Mnganese-Cobalto) e 4-Anergica (Rame-Oro-Argento), ciò è inevitabile perchè sono le diatesi della “vecchiaia”.

Tuttavia questo processo di invecchiamento può essere di due tipi: naturale o artificiale, cioè provocato da fattori esterni all’organismo, che stimolano “un’accelerazione dei ritmi dell’invecchiamento naturale”.

E’ possibile prevenire e combattere l’invecchiamento precoce.

Sono molte le occasioni di passaggio da una diatesi giovane ad una vecchia, le cause sono molte e diverse (lo stress lavorativo, l’inquinamento, l’abuso di farmaci, il fumo, l’alcool, la vita eccessivamente sedentaria…). Assistiamo così a precoci passaggi dalla diatesi 1 o 2 alla 4, cioè all’Anergia funzionale che, se non curata bene e in tempo, rischia di impantanarsi nell’uso degli psicofarmaci, dei sedativi o degli eccitanti…

La terapia catalitica, se impiegata tempestivamente, è in grado di bloccare questi processi di senescenza accelerata e di far avvenire quei passaggi diatesici che vengono chiamati le “regressioni evolutive”.

13- LE REGRESSIONI EVOLUTIVE

Una terapia catalitica mirata riesce spesso a far regredire una diatesi vecchia verso una più giovane ed è perciò che questa regressione viene definita “evolutiva” (si tratta di un evoluzione positiva dal punto di vista della salute del soggetto).

DALLA DIATESI 4 ALLA DIATESI 1

Si tratta del processo inverso a quello che si verifica quando si ha un invecchiamento prematuro e brusco.

La terapia con Rame-Oro-Argento dà, in questi casi, risultati rapidi e sorprendenti, lo stato funzionale Anergico regredisce evolvendo verso la diatesi Allergica facendo ricomparire la vitalità e l’ottimismo tipici di questo terreno.

Ovviamente può succedere che oltre alla scomparsa del corredo negativo della diatesi Anergica, compaiano le caratteristiche positive, ma anche negative della diatesi Allergica (iperergia, aggressività…).

In questo caso si dovrà controllare tale stato con il Manganese, sospendendo il Rame-Oro-Argento, e si dovrà seguire l’evoluzione del soggetto, personalizzando la terapia catalitica a seconda del bisogno.

DALLA DIATESI 3 ALLA DIATESI 1

In questo caso si ottiene una evoluzione positiva meno rapida e definitiva della precedente. In un lasso di tempo abbastanza lungo scompaiono, comunque, i sintomi più fastidiosi della diatesi Distonica, in particolare l’ansia, lo spleen e l’emotività esasperata.

Buoni risultati si ottengono anche nei confronti della stanchezza pomeridiana, sulla sensazione di pesantezza agli arti inferiori, sulle forme spasmodiche, sulla memoria e capacità di concentrazione.

In molti casi, più che una vera e propria regressione verso la diatesi giovane, si ha l’attenuazione o la scomparsa dei disturbi distonici più gravi e il blocco dell’evoluzione negativa.

Il soggetto si attesta su una posizione decisamente più vivibile ed evita il passaggio verso forme distoniche più gravi. É estremamente importante continuare il trattamento con il Manganese-Cobalto, seguire l’evoluzione positiva e, nel caso di una regressione totale verso la diatesi 1, controllarla con il Manganese eliminando il Manganese-Cobalto, pronti a riprenderlo qualora si verificasse (caso non raro) un ritorno alla diatesi 3.

DALLA DIATESI 3 ALLA DIATESI 2

E’ un caso molto più raro dei precedenti in quanto la diatesi Ipostenica tende a restare tale, a non involvere verso la Distonica.

I disturbi sono per lo più di tipo digestivo, con spasmi, coliti, gastroduodeniti e anche fenomeni ulcerosi.

La terapia catalitica registra buoni risultati alternando il Manganese-Cobalto con il Manganese-Rame.

DALLA DIATESI 2 ALLA DIATESI 1

Come quella che dalla diatesi Anergica evolve verso quella Allergica, anche questa regressione è spesso spettacolare.

Con una terapia a base di Manganese-Rame i segni più tipici della Ipostenia (facile stancabilità, mancanza di forti autodifese, indifferenza…) scompaiono per far posto alle caratteristiche tipiche della diatesi 1.

Sarà comunque opportuno non impiegare il Manganese per attenuare i fastidi della diatesi Allergica poichè tenderebbe ad abbassare la autodifese rischiando di far ritornare il soggetto in diatesi 2. Sarà, invece, sufficiente sospendere o distanziare la somministrazione del Manganese-Rame.

Questa regressione evolutiva è molto importante specialmente nei bambini soggetti alle infezioni recidivanti dell’apparato respiratorio.

…continua…

Oligoelementi e Oligoterapia, quarta parte

10- OLIGOELEMENTI DIATESICI

Quando si attua una terapia catalitica con elementi diatesici, correggendo una specifica carenza, si avrà, come effetto globale, l’eliminazione di un determinato episodio morboso, ma anche un impatto positivo su tutti gli altri aspetti specifici del terreno.

MANGANESE (Mn)

Con questo elemento diatesico avremo, nel caso della diatesi 1, non soltanto la scomparsa, ad esempio, della sintomatologia ALLERGICA, ma una attenuazione dei vari “fenomeni iperergici”, caratteristici di questi soggetti, nella sfera intellettuale, psicologica e fisica. (Vedi Diatesi 1)

MANGANESE-RAME (Mn-Cu)

Nel caso della diatesi 2, dove il problema di base è quello di una GENERALE SCARSITA’ DI DIFESE ORGANICHE E DI RESISTENZA, con l’associazione diatesica Mn-Cu si ottiene un significativo sviluppo delle autodifese, rinforzando globalmente il terreno del soggetto che diviene più resistente sia nei confronti delle aggressioni microbiche e virali (specie a carico dell’apparato respiratorio e otorinolaringoiatra), sia della fatica fisica in generale. (Vedi Diatesi 2)

MANGANESE-COBALTO (Mn-Co)

Nella diatesi 3 l’individuo è in fase Distonica e l’associazione catalitica Mn-Co unisce l’azione modulatrice del Manganese alla spiccata azione anti-Distonica del Cobalto.

Questa diatesi, tipica delle persone di mezza età, ma purtroppo presente anche in età inferiori, si potrebbe definire la diatesi dell’ANSIA.

Se non la si blocca tempestivamente, si rischia di aggravare in modo irreversibile lo stato Distonico, sfociando spesso in quello Anergico.

L’associazione Mn-Co rappresenta un energico ed efficacissimo rimedio oligoterapico che ottiene successi spesso eclatanti quanto più tempestivamente viene assunto dai soggetti in fase Distonica e quanto più lo si impiega con costanza per lunghi cicli. (Vedi Diatesi 3)

RAME-ORO-ARGENTO (Cu-Au-Ag)

Nella diatesi 4, il quadro Anergico impone un intervento radicale per stimolare un terreno molto defedato, dove la AUTODIFESE FISICHE, INTELLETTUALI E PSICHICHE SONO GRAVEMENTE COMPROMESSE.

Questa associazione ha un’azione terapeutica validissima nello stimolare la reattività del terreno anergico. Proprio nel campo delle Anergie Giovanili si ottengono risultati spesso eclatanti e decisamente molto più rapidi rispetto agli interventi catalitici in altri tipi di situazioni. (Vedi Diatesi 4)

11- ELEMENTI COMPLEMENTARI

Oltre agli oligoelementi diatesici e alle due associazioni Zinco-Rame e Zinco-Nichel-Cobalto per le sindromi di disadattamento endocrino, l’Oligoterapia si avvale dell’impiego di numerosi altri elementi chimici che vengono a completarne l’azione catalitica. Si tratta in parte di oligoelementi veri e propri, come l’Alluminio, il Litio ed altri, e di elementi chimici come lo Zolfo, il Fosforo, il Magnesio e il Potassio che, essendo presenti nell’organismo umano in quantità maggiori, non sono da considerare oligoelementi, ma vengono ugualmente impiegati in Oligoterapia, con ottimi risultati, associati ai diatesici.

Questi metalli e metalloidi vengono comunemente chiamati “Elementi Complementari”.

1. ALLUMINIO

Azione: Regolatore del sistema nervoso, favorente il ripristino delle facoltà cognitive nei bambini

Campo d’impiego: Turbe del sonno (non di origine digestiva), ritardi e affaticamento intellettuale

2. BISMUTO

Azione: Antinfettivo e antinfiammatorio della sfera ORL

Campo d’impiego: Angine, amigdalite, stati infiammatori della gola e della sfera ORL in generale

3. COBALTO

Azione: Regolatore del sistema neuro-vegetativo, vasodilatatore, ansiolitico, antispasmodico, stimolante dell’ematopoiesi

Campo d’impiego: Cefalee vasomotorie, spasmi arteriosi, aerofagie, singhiozzo, artriti degli arti inferiori, palpitazioni, varici, emorroidi

4. RAME

Azione: Anti-infettivo, anti-infiammatorio, stimolatore delle autodifese, energizzante, favorisce l’assorbimento del Ferro

Campo d’impiego: Influenze, raffreddori, stati infettivi e infiammatori acuti e cronici, reumatismi infiammatori, poliartrite, spondilartrite anchilosante, psoriasi

5. FLUORO

Azione: Elemento costitutivo della fluoridrossiapatite dello smalto dentario e stimolatore degli osteoblasti del tessuto osseo

Campo d’impiego: Rachitismo, osteoporosi, iperlassità legamentare, turbe dell’equilibrio fosforocalcio, carie dentarie, decalcificazione, scoliosi, distorsioni ricorrenti

6. IODIO

Azione: Regolatore tiroideo iper o ipo, senza rischi di iodismo

Campo d’impiego: Distiroidismi funzionali, malattia di Basedow, gozzo, variazioni pressorie, obesità

7. LITIO

Azione: Regolatore del sistema nervoso

Campo d’impiego: Sindromi ansioso-depressive reattive. Alterazioni dell’umore, instabilità caratteriale e decadimento senile associati a depressione. Dolori muscolari secondari a stati ansioso-depressivi

8. MAGNESIO

Azione: Regolatore dell’eccitabilità neuro-muscolare

Campo d’impiego: Affaticamento psichico e intellettuale, demineralizzazione, rachitismo, spasmofilia, nevriti, nevralgie, turbe intestinali croniche, coliti, enterocoliti, stitichezza cronica, senescenza, prostatismo, artrosi, dismenorrea e sindrome premestruale

9. NICHEL-COBALTO

Azione: Regolatore delle funzioni pancreatiche

Campo d’impiego: Disfunzioni pancreatiche, meteorismo, aerofagia, digestione lenta, cattiva digestione dei grassi, feci grasse, sonnolenza post-prandiale

10. FOSFORO

Azione: Regolatore dell’eccitabilità neuro-muscolare, antispasmodico

Campo d’impiego: Debolezza muscolare, tetania, spasmofilia, artrosi, turbe della memoria e intellettive, miastenia

11. POTASSIO

Azione: Regolatore degli scambi elettrolitici e della pressione osmotica delle cellule

Campo d’impiego: Interviene ostacolando la ritenzione idrica nell’obesità e negli edemi. Utile nei dolori articolari dell’artrosi

12. SILICIO

Azione: Remineralizzante del tessuto osseo e degli annessi cutanei

Campo d’impiego: Artrosi, caduta dei capelli e unghie fragili, rachitismo, rigenerazione cutanea, osteoporosi

13. SELENIO

Azione: Anti-ossidante, anti-radicali liberi

Campo d’impiego: Utile per contrastare i processi involutivi della senescenza e per una azione antiossidante, anti-radicali liberi, come preventivo dei rischi cardio-vascolari

14. ZOLFO

Azione: Desensibilizzante delle manifestazioni allergiche, sinergizzante catalitico di molti oligoelementi

Campo d’impiego: Allergie, asma, eczema, acne, foruncolosi, problemi dermatologici in generale, caduta dei capelli e unghie fragili, turbe epato-biliari, artralgie, neuro-artritismo, artrosi

15. ZINCO

Azione: Regolatore del sistema endocrino, stimolatore dei processi di crescita, immuno modulatore; una carenza di zinco deprime il sistema immunitario diminuendo le capacità dell’organismo di lottare contro le malattie infettive

Campo d’impiego: Disfunzioni ipofisarie, surmenage, impotenza, cicatrizzante.

Oligoelementi e Oligoterapia, terza parte

7- DIATESI E TERRENO ORGANICO

Con il termine Diatesi, nella medicina classica, si definiva la predisposizione di un soggetto a contrarre una determinata malattia. Ménétrier ampliò questa definizione identificando con la parola Diatesi la tendenza morbosa generale del terreno di un soggetto prendendo in considerazione le caratteristiche intellettuali (memoria, capacità di concentrazione, creatività…), quelle psicologiche (atteggiamento nei confronti della vita, ottimismo, pessimismo, indifferenza…), il tipo di sonno del soggetto e la sua stancabilità, oltre ovviamente alla predisposizione a contrarre certe malattie. Egli suddivise i suoi pazienti in 4 gruppi omogenei, cioè in 4 Diatesi che chiamò così: Diatesi 1 o Allergica Diatesi 2 o Ipostenica Diatesi 3 o Distonica Diatesi 4 o Anergica Egli somministrò particolari miscele di oligoelementi ad ognuna delle 4 Diatesi fino alla scoperta della risposta significativamente positiva di una di esse alla somministrazione di un particolare oligoelemento o miscela di oligoelementi che vennero, pertanto, definiti “Diatesici”. Scoprì così che la Diatesi 1 o Allergica rispondeva positivamente al Manganese, quella Ipostenica al Manganese-Rame, quella Distonica al Manganese-Cobalto e quella Anergica al Rame-Oro-Argento. Dosi piccolissime, dell’ordine dei millesimi di milligrammo di sali di questi metalli, altamente ionizzati, che venivano somministrate per via perlinguale (sotto la lingua) con posologie abbastanza rarefatte, 2-3 volte alla settimana, davano risultati estremamente interessanti in molte patologie funzionali. Da questi risultati ebbero il via numerosissime sperimentazioni in tutta Europa. L’impiego degli oligoelementi si estese coinvolgendo altre miscele e altri metalli e metalloidi che divennero complementari alle miscele Diatesiche.

8- CARATTERISTICHE DELLE DIATESI

L’oligoterapeuta che si trova di fronte un soggetto portatore di una determinata malattia, innanzitutto, individua la diatesi di appartenenza per cercare di correggere il terreno malato,non tanto per curare i sintomi, quanto per agire sulla causa della malattia stessa. Di seguito verrano evidenziate le caratteristiche salienti delle 4 diatesi e verranno indicati gli oligoelementi diatesici.

DIATESI 1 o ALLERGICA

Caratteristiche intellettuali e psicologiche: energico, volitivo, impetuoso, passionale, facile all’esaltazione, ottimista, fiducioso di sé, nervoso, irritabile, irascibile, amante delle novità, bisognoso di attività, spirito di iniziativa, spirito aperto, costante nei sentimenti, memoria selettiva. Comportamento fisico: astenia mattutina, stanchezza che scompare durante l’attività, iperattivo di sera. Sonno irregolare. Predisposizione alle malattie: emicranie periodiche, allergia agli agenti esterni, rinite allergica, algie, disturbi digestivi e intestinali (nervosi), gotta, emorroidi, mestruazioni ravvicinate, abbondanti e spesso dolorose.

Oligoelemento diatesico: Manganese

DIATESI 2 o IPOSTENICA

Caratteristiche intellettuali e psicologiche: calmo, ponderato, equilibrato, indifferente, non passionale, memoria scarsa, metodico, con self-control, economizza gli sforzi. Comportamento fisico: stanchezza allo sforzo, stanchezza di sera, bisogno di riposo e di vacanza. Sonno abbastanza buono. Predisposizione alle malattie: fragilità delle vie respiratorie, infezioni, infiammazioni, reazioni linfatiche e digestive, ipomenorrea, allergia per auto-intossicazione, artrosi, cefalea, diabete, obesità, cellulite, lassità dei legamenti, artrite, disturbi di escrezione.

Oligoelemento diatesico: Manganese-Rame

DIATESI 3 o DISTONICA

Caratteristiche intellettuali e psicologiche: ansioso, nervoso, emotivo, malinconico, piccole crisi depressive, cattiva memoria, cattiva concentrazione, invecchiamento generale e organico precoce. Comportamento fisico: stanchezza progressiva nel corso della giornata, più pronunciata a fine pomeriggio con stanchezza alle membra inferiori. Sonno mediocre, risvegli durante la notte. Predisposizione alle malattie: disturbi neurovegetativi, circolatori e cardiovascolari, ipertensione, ulcera, gastralgie, spasmi, coliche, difficoltà di escrezione, calcoli, couperose, gambe pesanti, artrosi, cefalea, disturbi psichici, obesità.

Oligoelemento diatesico: Manganese-Cobalto

DIATESI 4 o ANERGICA

Caratteristiche intellettuali e psicologiche: mancanza di vitalità, depressione, obnubilazione, indeciso, volubile, disincantato, mancanza di memoria, mancanza di concentrazione, grande rilassatezza, disgusto per la vita. Comportamento fisico: stanchezza continuata, scarsa o nessuna autodifesa fisica e morale, lassitudine generale. Sonno: insonnia, incubi notturni, angoscia. Predisposizione alle malattie: scoliosi, febbre, reumatismo grave, poliartrite, blocco linfatico, infezioni acute e recidivanti, degenerazioni tissutali, senilità globale, cachessia (indebolimento organico con dimagrimento).

Oligoelemento diatesico: Rame-Oro-Argento

9- LA SINDROME DI DISADATTAMENTO

La Sindrome di Disadattamento rappresenta la difficoltà, da parte di alcune ghiandole endocrine, di adattarsi agli stimoli lanciati dall’ipofisi. Può ritrovarsi a carico di uno qualsiasi dei 4 terreni organici e può verificarsi in particolare a carico dell’asse ipofiso-genitale e di quello ipofiso-pancreatico.

ASSE IPOFISO-GENITALE (ghiandole genitali)

I sintomi sono: – ritardi di sviluppo – impotenze sessuali di tipo funzionale – disfunzioni dell’apparato genitale femminile (disordini mestruali, sindromi paramenopausiche…) La terapia catalitica di questa Sindrome Disadattiva Ipofiso-Genitale si attua con l’associazione Zinco-Rame, grande regolatrice di questa sfera endocrina, che va comunque sempre associata agli elementi diatesici specifici del soggetto.

ASSE IPOFISO-PANCREATICO

I sintomi, dovuti ad un turbamento del tasso glicemico, sono: – “fame da lupi” pre-prandiale – sonnolenza post-prandiale – senso di vacuità intellettuale – sudorazione improvvisa – “coup de pompe”, termine francese che definisce uno stato di “spompamento” improvviso e molto accentuato – facile variabilità d’umore Per questa Sindrome Disadattiva si impiega l’associazione catalitica Zinco-Nichel-Cobalto, sempre associata agli elementi diatesici specifici del soggetto. L’associazione Zinco-Nichel-Cobalto si è rivelata utile nelle iperglicemie moderate, cioè quelle ancora sensibili ai trattamenti dietologici, mentre nel diabete conclamato i risultati sono scarsi e gli oligoelementi al massimo possono tentare di coadiuvare il trattamento insulinico.

… continua …

Oligoelementi e Oligoterapia, seconda parte

3- LE REAZIONI BIOCHIMICHE

Le reazioni chimiche, in generale, avvengono solo in determinate condizioni e a determinate velocità, esistono, infatti, reazioni chimiche che procedono ad altissima velocità ed altre che sono, invece, estremamente lente.

Questa velocità si può modificare ed, in effetti, viene influenzata da sostanze chiamate Catalizzatori. Esse non modificano la reazione, ma le forniscono una “strada” alternativa più veloce.

In pratica, una reazione, in presenza di un Catalizzatore, acquista (nella maggioranza dei casi) una velocità di reazione maggiore.

Questo fenomeno viene chiamato Catalisi.

Il nostro organismo funziona grazie a Reazioni Biochimiche estremamente veloci: nelle Cellule avvengono una quantità enorme di reazioni in frazioni infinitesime di secondo.

Le condizioni di Temperatura (37°C circa), Pressione atmosferica (normali, circa 1) e PH (vicino alla neutralità) del nostro organismo (quindi il luogo dove avvengono queste reazioni) sono particolarmente blande e certo da sole non permetterebbero alle Reazioni Biochimiche di avvenire in tempi così brevi, compatibili con la vita.

Per questo motivo il ruolo dei Catalizzatori, ovvero degli Enzimi, è così importante, vitale.

4- GLI ENZIMI

Abbiamo detto che gli Enzimi sono dei Catalizzatori biologici, sono responsabili del regolare svolgersi delle reazioni biochimiche sulle quali si fonda l’equilibrio metabolico del nostro organismo; quindi sono indispensabili alla vita e al benessere del nostro organismo.

Sono stati isolati e studiati e si è visto che un gran numero di Enzimi contiene un Oligoelemento o comunque funziona solo in presenza di un Oligoelemento, perciò anche essi sono indispensabili alla vita e al benessere del nostro organismo.

Una carenza di Oligoelementi può quindi portare ad un blocco, sia pure parziale, di un sistema enzimatico, con conseguente squilibrio metabolico e ripercussioni negative sulla nostra salute.
5- CONCETTO DI AMETALLOSI

“Ametallosi è una carenza locale o generale, momentanea o persistente, continua o intermittente di ioni metallici necessari per lo svolgimento delle reazioni metaboliche che non possono effettuarsi in modo fisiologico senza la loro partecipazione”

(Claude Meunier, ricercatore francese)

L’Ametallosi quindi è alla base di uno squilibrio metabolico che si ripercuoterà inevitabilmente sullo stato di salute: questa compromissione metabolica sarà cioè l’effetto di una carenza anche parziale di oligoelementi nel nostro organismo.

Possiamo sintetizzare e chiarire questo concetto con un piccolo schema:

Ametallosi >> Deficit di attività enzimatica >> Dismetabolismo >> Malattia funzionale

Questa correlazione è tuttavia reversibile.

E’ provato infatti che reintroducendo gli oligoelementi metallici carenti, prima che la malattia provochi lesioni irreversibili, si corregge lo stato di Ametallosi, si compensa il deficit enzimatico, si riequilibra il metabolismo e pertanto si ritorna allo stato di salute o quantomeno si blocca l’evoluzione della malattia funzionale.

(E’ questo meccanismo compensativo che ci fa paragonare gli oligoelementi alle vitamine, tanto che alcuni ricercatori chiamano gli oligoelementi “vitamine inorganiche”)

6- L’AZIONE CATALITICA DEGLI OLIGOELEMENTI

L’impiego terapeutico degli oligoelementi è senz’altro basato sulla necessità di correggere eventuali carenze, ma questa azione primaria non è l’unica. Va riconosciuta agli oligoelementi un’altra azione che è sempre di tipo catalitico e che

“è orientata verso la regolazione degli scambi ionici. E’quest’ultima azione che ci sembra costituire la base della Terapeutica Funzionale. In effetti certi oligoelementi (elementi chimici denominati -di transizione-) sembrano dotati di caratteristiche fisiche atte a favorire gli scambi ionici proprio per la loro struttura elettronica”.

(J. Ménétrier)

Questa azione catalitica di tipo enzimatico avviene grazie alla forte diluizione e ionizzazione dei preparati oligoterapici.

Questi scambi ionici, questa particolare reattività chimica, che si traduce in una altissima biodisponibilità, consentono agli oligoelementi di intervenire in maniera correttiva sui terreni organici*.

Si tratta cioè di un intervento sulla globalità diatesica* tant’è che vedremo modificarsi sia le caratteristiche intellettuali, psicologiche, fisiche che le manifestazioni pre o parapatologiche.

Quand’anche non si arrivi alla guarigione, si determina comunque un miglioramento netto e generale, così come si potrà agire positivamente nei trattamenti preventivi delle varie patologie.

Si tratta quindi di due azioni distinte: una che corregge una determinata carenza e l’altra che produce una regolazione ionica.

La Medicina Funzionale, tramite l’impiego della terapia catalitica con gli oligoelementi, si indirizza “innanzitutto verso i meccanismi intimi della materia vivente per regolarizzarli”, riportando cioè ordine e armonia dove vi è squilibrio e disarmonia.

In questo senso l’Oligoterapia deve essere considerata come trattamento causale che tende a rimuovere, in senso globale, le cause e non solo gli effetti del disordine diatesico*.

*Questi termini verranno spiegati meglio nel prossimo post dove entreremo nel vivo dell’Oligoterapia

… continua …

Oligoelementi e Oligoterapia, prima parte

Gli oligoelementi sono elementi chimici presenti nell’organismo umano in piccolissime tracce.

Sono metalli e metalloidi, alcuni dei quali essenziali alla nostra vita.

I più noti sono il Rame, lo Zinco, il Manganese, il Cobalto, il Ferro, il Selenio, il Cromo ed il Fluoro.

Questi ed altri sono presenti nei cibi, tanto più presenti quanto più sani e meno trattati sono gli alimenti.

Sono parte integrante di moltissimi enzimi (sostanze che regolano le reazioni che avvengono nel nostro organismo e che lo fanno funzionare a dovere) per cui una carenza di oligoelementi nella nostra dieta può provocare danni alla nostra salute, in tal caso, è indispensabile reintegrarli.

Possiamo, per capire meglio, paragonarli alle vitamine, noi non le produciamo ma sono indispensabili per la nostra vita e perciò dobbiamo introdurle con la dieta, se c’è una carenza di vitamine bisogna reintegrarle in modo opportuno.

Non tutte le forme in commercio (capsule, ampolle, compresse…) rendono l’assorbimento di questi elementi completo ed efficace, perciò è bene cercare gli oligoelementi in forma catalitica, cioè in soluzioni bevibili altamente ionizzate che consentano a questi elementi di raggiungere immediatamente e in quantità sufficiente le strutture enzimatiche che ne sono diventate carenti.

1- CENNI STORICI

Gli oligoelementi sono stati impiegati empiricamente in terapia fin dal medioevo.
Queste utilizzazioni non ebbero grande rilevanza perchè non si basavano su teorie serie e razionali e soprattutto non erano supportate da sperimentazioni cliniche significative.

Per fare un esempio, nel XVI secolo Basilio Valentino, uno dei primi e più grandi alchimisti della storia, osservò che alcune persone malate di “gozzo” (malattia della ghiandola tiroidea), trovavano benefici dall’assunzione di pezzetti di spugna marina arrostita alla griglia; alcuni secoli più tardi questi effetti benefici furono messi in relazione con la presenza di Iodio nelle spugne che interveniva nel metabolismo della tiroide.

Risalgono, invece, alla fine del 1800 i primi veri tentativi che diedero dignità scientifica alle sperimentazioni con gli oligoelementi.

Gabriel Bertrand (chimico e biologo francese) fece esperimenti di biochimica enzimologica (cioè studiò la costituzione e il funzionamento degli enzimi) e scoprì che alcuni oligoelementi hanno un ruolo indispensabile per la vita.

Jacques Ménétrier, medico francese considerato il padre dell’Oligoterapia, impostò le basi di questa terapia a cui venne dato il nome di Medicina Funzionale.

La Medicina Funzionale, o Oligoterapia, si basa su moltissimi studi, circa 100.000 casi, tutti conservati presso il Centro di ricerche biologiche a Parigi, in cui lavorò Ménétrier con i suoi collaboratori.

La sua scuola e quella di altri illustri medici francesi, fra cui eccelse Henry Picard (soprattutto per i suoi lavori in reumatologia), ottenne brillanti successi e fu in grado di sviluppare schemi terapeutici molto interessanti, ripresi da tutti i medici che in seguito si dedicarono a questa medicina.

2- COSA SONO GLI OLIGOELEMENTI

Il termine “oligoelementi” (dal greco oligos = poco), sta a indicare elementi chimici, per lo più metalli, presenti in piccolissime tracce negli esseri viventi.

Una definizione che può darci un’indicazione valida della quantità di un oligoelemento è quella data dal Forsenn negli anni’70:

“Oligoelementi sono tutti quegli elementi chimici che sono presenti in concentrazione uguale o inferiore allo 0,01% del peso secco del corpo umano.”

Questa definizione mette in luce 2 cose:

– gli oligoelementi sono parte costituente dell’organismo umano

– gli oligoelementi sono presenti in piccolissime tracce e per questo si differenziano da quegli elementi chimici che sono presenti nell’organismo in quantità maggiore.

Quindi abbiamo 2 grandi gruppi:

– gli Elementi maggiori

– gli Oligoelementi

GLI ELEMENTI MAGGIORI

Questo gruppo è formato da 12 elementi chimici fondamentali:

Idrogeno e Ossigeno (presenti nell’acqua, circa il 60-70% del peso umano)

Carbonio, Azoto e Zolfo (costituenti delle proteine, pesano alcuni Kg)

Calcio e Fosforo (costituenti di ossa e denti, pesano alcuni Kg)

Cloro, Sodio e Potassio (costituenti delle cellule, circa 259 g)

Magnesio (importante per l’attività di cervello, nervi e muscoli, circa 40 g)

Ferro (presente nei globuli rossi del sangue, circa 7 g)

Oggi il Ferro viene spesso messo tra gli Oligoelementi, in quanto presente in quantità molto piccole rispetto al peso totale di un organismo umano, anche se molto superiori rispetto agli altri Oligoelementi.

GLI OLIGOELEMENTI

L’intero gruppo degli oligoelementi costituisce, in totale, pochi grammi del peso di un organismo umano ed è formato dai seguenti elementi chimici:

Manganese, Rame, Zinco, Cobalto, Molibdeno, Nichel, Cromo, Litio, Stagno, Ferro, Vanadio, Fluoro, Iodio, Selenio, Silicio

che sono considerati “essenziali”, oltre a questi ci sono:

Alluminio, Bismuto e Germanio.

Oltre che quantitativamente, gli Elementi maggiori e gli Oligoelementi si differenziano per il loro ruolo biologico.

I primi, infatti, hanno, principalmente, un ruolo strutturale ed energetico (non a caso sono i costituenti dell’acqua, delle proteine, delle ossa, dei denti, dei fluidi corporei… e di gluicidi e lipidi, principali fonti di energia).

Gli Oligoelementi, invece, hanno ruoli di tipo strutturale o funzionale a seconda della molecola a cui si legano, per esempio lo Iodio che entra nella composizione della Tiroxina avrà un ruolo strutturale, come il Ferro per l’emoglobina, se invece l’Oligoelemento fa parte di un enzima il suo ruolo sarà funzionale perchè interverrà in una determinata reazione biochimica, ovvero nei meccanismi del metabolismo umano.

E’ evidente che essendo gli enzimi fondamentali per la vita dell’uomo gli Oligoelementi, che vanno a far parte di questi enzimi, lo saranno altrettanto.

… continua …

Oligoelementi e Oligoterapia

In negozio utilizzo molto gli oligoelementi, anche se l’oligoterapia è un’argomento a cui mi sono avvicinata dopo la laurea e non durante il mio percorso di studi.

Grazie ad un libro scritto dal Professor Alfredo Torti, presidente della S.I.O.G. (Società Italiana di Oligoterapia Globale) ho scoperto queste potenti armi che la natura, ancora una volta, ci mette a disposizione e così ho deciso di approfondire l’argomento per conto mio, acquistando libri e studiando a casa e al lavoro, tra un cliente ed un altro.

In questi anni di attività ho avuto così grandi soddisfazioni, soprattutto per far fronte a problematiche legate alla menopausa, alle allergie, ai disturbi femminili… ovviamente c’è stato pure qualche insuccesso, d’altronde succede in tutte le terapie, non siamo tutti uguali e non esiste una cura standard che vada bene per tutti.

Ho pensato quindi di approfondire l’argomento e condividerlo con voi, così da capire meglio di cosa parliamo quando diciamo “rame-oro-argento”, “zinco-rame”, “manganese-cobalto”…

L’argomento è lungo e complesso, cercherò di semplificarlo il più possibile così da rendere la lettura piacevole e comprensibile a tutti, e per fare ciò ho anche deciso di dividerlo in più sezioni e scriverle giorno per giorno.